La sedia blu

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Laboratorio scolastico il cui obiettivo è quello di stimolare la fantasia attraverso la scoperta, l’osservazione e il gioco libero con materiale di scarto.

Scheda tecnica

Il percorso si propone di sviluppare le seguenti competenze:

  • potenziamento delle capacità di ascolto e di attenzione;
  • sviluppo dei sensi;
  • sviluppo della creatività;
  • capacità di sperimentare la propria fantasia attraverso l’utilizzo di materiale di recupero;
  • capacità di vedere “un oggetto” da più punti di vista in modo  in modo da trovare  utilizzi diversi da quello per cui è stato costruito;
  • potenziamento delle abilità  fino motorie.
Modalità di realizzazione:

1° INCONTRO: lettura animata del libro: “La sedia blu” di Claude Boujon (Babalibri); riflessioni sul messaggio del libro e giochi con la sedia;

2°INCONTRO: presentazione  ed osservazione di materiale di recupero;

in seguito ogni bambino/a sceglie alcuni oggetti per sperimentarsi , attraverso il gioco, in una costruzione;
 

3° INCONTRO: presentazione delle costruzioni fatte durante il secondo incontro e giochi con il materiale di recupero.

 

Luogo di realizzazione :

la palestra della scuola.

 

Tempi di realizzazione:

3 incontri di 1 h. e ½ ciascuno.

 

Materiali utilizzati: materiale di recupero proveniente da Re Mida, Centro di riuso creativo dei materiali di scarto aziendale. (Calderara di Reno – Bo.)

Appunti di viaggio: documentazione del laboratorio

Il percorso è stato proposto ad una classe 2^, e ho deciso di iniziarlo con la lettura di un libro che io amo tantissimo: “La sedia blu”. I due protagonisti , Bruscolo e Botolo giocano con una sedia che, grazie alla loro immaginazione , diventa magica, diventa un sacco di cose;  ad un certo punto arriva un dromedario che, in un attimo, fa scomparire tutta la magia…e interrompe il gioco.

Questo è un libro che sembra destinato ai piccoli, ma dovrebbe assolutamente  essere letto dagli adulti ….

“La sedia blu” contiene un messaggio molto importante: parla della capacità di usare la fantasia, l’immaginazione ; parla della capacità di vedere le cose da più punti di vista per riutilizzarle in modo diverso e originale.
Fantasia e creatività sono preziose risorse che possono aiutare a risolvere problematiche che si incontrano nel quotidiano, pertanto vanno coltivate sollecitate, allenate.


“Creativa è la mente sempre al lavoro,…
che rifiuta il codificato, che rimanipola oggetti
e concetti senza lasciarsi inibire dai conformisti…”
Gianni Rodari

Lo stimolo lanciato  alla classe , all’ interno di questo percorso, è stato proprio quello di scoprire, osservare e  giocare con  materiale di scarto. Poi , attraverso scelte basate unicamente da impressioni positive di tipo sensoriale , ogni bambino/a ha potuto prendere degli oggetti ed assemblarli per costruire dell’altro, del nuovo.
A loro disposizione avevano anche colori e forbici ma era assolutamente vietato usare la colla. Quest’ultima cosa li ha  spiazzati e scoraggiati: avevano anche capito che in questo modo diventava impossibile portare a casa le loro creazioni. Ma poi si sono lasciati travolgere dall’entusiasmo del gioco e dalla presenza di materiali strani e hanno cominciato a girare attorno al “tappeto magico “ sul quale avevo disposto il materiale.

 

Vediamo ora come si sono approcciati i bambini al materiale e alcune loro creazioni:
Osservazioni:

Mentre i bambini creavano ho osservato e potuto constatare il grande piacere che provavano nel giocare e costruire  liberamente, senza schemi, senza regole. E quando  ognuno di loro ha dovuto presentare e spiegare la propria opera si percepiva l’orgoglio e la soddisfazione…e in quel momento avevano anche superato la piccola frustrazione iniziale “del non poter portare a casa” l’oggetto in quanto assemblato senza colla.

A questo punto la fantasia era stata stuzzicata, messa alla prova…e tutta la classe aveva risposto con entusiasmo, energia…così ho pensato di spingermi oltre.
Qualche mese prima di iniziare questo breve viaggio….avevo scoperto durante una mostra di libri a Bologna, una illustratrice Kveta Pacovska  ( Repubblica Ceca) che mi ha letteralmente stregato, è stato un intenso colpo di fulmine…….e avevo la necessità di condividere quanto prima questo amore.

Così  è nata una seconda tappa   del viaggio che è stata chiamata….”Seguendo Kveta presentiamo:   TRACCE DI POLLICINO” http://www.crionda.it/site/laboratori/seguendo-kveta-presentiamotracce-pollicino/