Tutti dentro! (Copione per video-racconto)

setting del video racconto tutti dentro

Voce narrante: “Ciao, sono un bambino di 9 anni e questa è la mia scuola (immagini della scuola). E’ un po’ vecchiotta, ma tutto sommato non ci si sta male…soprattutto perché ci siamo noi: i mitici della classe 3^A!
Beh, mitici lo siamo diventati solo da un po’, cioè da quando la maestra una mattina ci ha detto: ”Bene, tutti dentro per tre giorni e noi abbiamo pianto, ma dopo abbiamo incontrato un ragno e dei fantasmi, allora ci siamo messi a riflettere e così: festa, festa, festa…
Oh, oh mi sono lasciato prendere dall’emozione, scusate. Ricomincio da capo.
Vi stavo dicendo che mitici lo siamo diventati solo da poco tempo. Si perché fino a qualche mese fa, non c’era verso di farci andare d’accordo e di rispettarci l’uno con l’altro.

 

SCENA A: CORTILE (bambini che giocano a calcio)
Bambino 1: “Dai, tira, forza. Ma sei proprio lento!”

Bambino 2: “Che schiappa, in squadra con noi non ti vogliamo più”

Bambino 3: “Cosa? Sono io che non voglio più voi!”

 

SCENA B: CORTILE (bambine che spettegolano)

Bambina 1 “Ma guarda quella come si è pettinata. Ha i codini come le bimbe dell’asilo”

Bambine 2, 3, 4 – ridono

Bambina 1: “ E poi avete visto, è tutta vestita di rosa. Ma non lo sa che quest’anno va di moda il viola melanzana!”

Bambine 2, 3, 4 – ridono.

 

SCENA C: CORTILE (bambini che non rispettano le regole nel gioco)

Bambino 1: “Non devi rincorrere sempre me, non è così che si gioca a strega comanda colori. Devo prendere anche gli altri”.

Bambino 2: “No, io voglio prendere sempre te!”

Bambino 1: “Allora basta, io non giocherò mai più!”

Bambini 3, 4, 5: Risata di gruppo “Eh, che esagerato!”.

 

 

Voce narrante: “E in classe le cose, non andavano certo meglio!”

 

SCENA D: IN CLASSE (alcuni bambini prendono in giro un compagno perché ha difficoltà a risolvere delle operazioni)

Bambino 1: “Ma sei ancora alla prima moltiplicazione? Che lesso, io le ho già fatte tutte!”

Bambino 2: “E allora, pensa ai fatti tuoi!”

 

SCENA E: IN CLASSE (alcuni bambini prendono in giro un compagno perché ha preso un brutto voto)

Bambino 1: “Avete visto? Ha preso ancora 5 in italiano. E’ proprio uno zuccone bollito.”

Bambino 2: “Sei uno zuccone bollito!”

Tanti bambini cantano in coro: “Sei uno zuccone bollito. Sei uno zuccone bollito!
Poi ridono tutti.

Voce narrante: “E non pensiate che le maestre non abbiano provato per così dire a …redimerci.”

 

SCENA F: IN CLASSE ( i bambini fanno confusione in classe)

Voce fuori campo di una maestra: “Bambini, dovete essere un po’ più solidali tra voi, dovete provare ad andare d’accordo. Siete sempre arrabbiati e immusoniti”

 

SCENA G: IN CLASSE (i bambini continuano a fare confusione e a litigare fra loro)

Tante voci continuano a fare confusione e a litigare.

Voce fuori campo della maestra: “Adesso basta, tutti seduti! Non sapete fare l’intervallo. Vi prendete continuamente in giro, non avete un briciolo di comprensione. Sempre pronti ad attaccare i più deboli!”

 

SCENA H: IN CLASSE (bambini che si prendono in giro durante lo svolgimento di un gioco in scatola)

Bambino 1: “Dai sta a te. Sei proprio imbranato. Ma hai capito come si gioca?”

Bambino 2: “Si, non capisci mai niente. Sveglia, citrullo!”

Alcuni bambini ridono.

Bambino 3: “Cosa? Questa me la paghi!”

 

SCENA I: in classe (i bambini, tutti seduti, ascoltano la maestra)

Voce fuori campo della maestra: “Mi avete proprio stufata! Non sappiamo più come farvi capire che dovete andare d’accordo fra voi, rispettarvi, mentre non sapete fare altro che criticare e mortificare i compagni appena uno si trova in difficoltà. Non ci resta altro che mettervi in punizione. Per tre giorni e tre notti, resterete chiusi nella scuola. E dovrete trovare una soluzione per andare d’accordo e soprattutto per imparare a rispettarvi.
Ci vediamo fra tre giorni. Buon lavoro!”

 

SCENA L: IN CLASSE (i bambini sono presi dal panico)

Bambino 1: “Come faremo a stare qui?”

Bambino 2: “Dove dormiamo? Con cosa ci copriamo?”

Bambino 3: “Cosa mangiamo?”

Bambino 4: “Voglio la mamma!”

Bambino 5: “Apriteci!”

Bambino 6: “Proviamo a scappare!”

Bambino 7: “Non è giusto, le maestre sono impazzite!”

Bambino 8: “Qui sono tutti impazziti!”

Tante voci: “Venite ad aprire, qualcuno venga a salvarci!”

 

Voce narrante: “Ma quel giorno sembrava che tutto il paese fosse deserto. Strane cose stavano succedendo. Dopo tante stranezze e tanto urlare, ci accorgemmo che stava scendendo la sera. Era necessario organizzarsi per la notte e così, ricominciammo ad urlare e a litigare”.

SCENA M: IN CLASSE (i bambini litigano per l’organizzazione della notte)

Bambino 1: “Io voglio stare qui”

Bambino 2: “No, l’ho visto prima io questo posto!”

Bambino 3: “Cosa? Mi metto io qui, c’è il mio banco”

Bambino 1: “Rimango io qui!”

Bambino 2: “No io!”

Bambino 3: “Non se ne parla neanche!”

Bambina 4: “Non so dove mettermi”

Bambina 5: “Ueeeeeeee, voglio la mamma!”

Bambino 6: “Che sciocca e paurosa!”

 

Voce narrante: “Insomma, c’era un gran parapiglia. E la mattina, al risveglio, non andò certo meglio! Litigi per chi doveva andare in bagno, litigi per gli spazi in cui stare in classe, litigi su come passare il tempo, litigi su quali giochi fare, litigi, litigi, litigi…
E così andò per tutto il secondo giorno. E nessuno chiaramente, si stava preoccupando di trovare una soluzione.
Anzi, tutti urlavano e litigavano sempre più prepotentemente finchè, verso sera, successe qualcosa di molto strano.
In un momento in cui eravamo tutti sfiniti per il gran litigare, sdraiati e in cerca di un po’ di riposo, sentimmo una strana vocetta parlare.

 

SCENA N: INQUADRATURA RAGNO

Ragno: “Hmmm, per fortuna un po’ di silenzio; non ne potevano più le mie povere orecchie. Di solito il pomeriggio e la sera c’è una calma meravigliosa, un silenzio. Ma ultimamente c’è sempre un gran baccano! Hmmm, quand’è che se ne vanno questi mostri?”

Bambino 1:”Ma chi ha parlato?”

Vari bambini rispondono:
Bambino 2: “ Io no”

Bambino 3: “Ah, io non sono stato!”

Bambino 4: “Non guardate me!”

Bambino 5: “E basta parlare, silenzio!”

Bambino 6:”Cosa? Silenzio a me?”

 

Voce narrante: “Ad un certo punto il ragno, con tutta la voce che aveva gridò:

”Baaaaaaaaaaaasta!”

Bambino 7: “Ma ha parlato un ragno!”

Bambino 8: “Un ragno? Si salvi chi può!”.

 

SCENA O: TUTTI I BAMBINI SI RIFUGIANO IN UN ANGOLO

Ragno: “Ma bambini, sono solo un simpatico e piccolo ragno pelosetto che abita in questa scuola; ma voi perché state facendo questo baccano? Vi sento solo bisticciare e sbraitare. Ma non ce la fate ad andare d’accordo?”

Bambino 1: “Ma come si fa ad andare d’accordo con questi compagni?

Bambino 2: ”Cosa vorresti dire?”

Bambino 3: “Parli proprio tu che prendi sempre in giro!”

Bambino 4: “Si, infatti, non fai altro che dire cose sgradevoli”

Bambino 5: “Ma  cosa vi impicciate noiosi!”

Ragno: “Ecco che ricominciano. Quando li fanno andare a casa? Qualcuno abbia pietà di me! Sileeeeeeenzio! Io non so perché litighiate sempre e non riusciate ad andare d’accordo. Ma quando meno ce lo aspettiamo, capitano delle cose che ci aiutano a vedere chi ci sta vicino con occhi diversi. Addio!”

 

Scena P: (inquadratura del narratore)

Voce narrante: “Poi il ragno sparì nella sua tana. Non so se fu per la stanchezza, per lo stupore di aver visto un ragno parlante o perché ci avevano molto colpito le parole del ragno. Ma per la prima volta, regnava un civile silenzio.
C’eravamo da poco addormentati quando fummo tutti svegliati da un rumore inquietante, anzi pauroso, paurosissimo…ehm scusate.
Era un rumore strano, sembrava ferro, catene. A tutti venne in mente la stessa cosa: per i corridoi della scuola si aggiravano fantasmi. Ma fantasmi di chi ? Ah forse fantasmi di bambini che tanti anni prima erano stati messi in punizione come noi, intrappolati nella scuola. Che brutta prospettiva. Aiutooooo fateci uscire!”

 

Scena Q: (tutti i bambini sono accatastati in un angolo della classe)

Voce narrante: “All’inizio eravamo tutti paralizzati, poi cominciammo ad urlare. Ma sapevamo che urlare non serviva, perché ce la dovevamo cavare da soli.
Così decidemmo di unirci tutti: ci prendemmo per mano per incoraggiarci gli uni con gli altri e i più forti rincuoravano i più deboli”

 

 

Scena R: (in classe, tutti i bambini sono sdraiati e si tengono per mano)

Voce narrante: “E così, per mano o abbracciati, ci addormentammo. La mattina, quando ci svegliammo, eravamo ancora per mano ed era una bella sensazione. Ci guardavamo con occhi diversi.
Forse , l’aver vissuto un’esperienza poco piacevole, ci aveva spinto ad unirci e a capire che ognuno di noi ha bisogno dei propri amici e che ogni amico ha delle qualità per cui  è sicuramente da apprezzare e rispettare.”

 

 

Scena S: (in classe, i bambini attorno ai banchi, preparano delle decorazioni)

Voce narrante: “Da quando era iniziata la punizione, ci sentivamo per la prima volta molto sollevati, direi quasi…felici. Ecco cosa intendeva il ragno.
Non avevamo nemmeno più voglia di tornare a casa. Ma siccome la sera stessa i genitori sarebbero venuti a prenderci, decidemmo di organizzare una grande festa e insieme, cominciammo a preparare meravigliose decorazioni da appendere in classe

“.

 

 

Scena T: (in classe i bambini guardano compiaciuti le decorazioni)

Voce narrante: “C’era molta complicità anche se qualche battutina scappava ancora, ma cosa volete…siamo bambini!
In quanto ai fantasmi, è chiaro che è stato tutto frutto della nostra immaginazione…perché sappiamo tutti che i fantasmi non esistono!”.

 

Scena U: (in classe i fantasmi girano divertiti tra i banchi).

 

Cristina Bonazzi