“Il mondo creato dai bambini”…il più bello che ci sia

La felicità poesia

“Il mondo creato dai bambini” di Maria Rita Parsi (Arnoldo Mondadori Editore) è un libro che raccoglie le opere di alcuni bambini: “Raccoglie le opere di Valentina, che scrive poesie; della silenziosa Chiara, che per anni ha dipinto invece di parlare; di Nano il matematico, che usa i numeri per vincere la paura; di Gil, che ha combattuto la gelosia per la nascita di una sorella, scrivendo un diario; di Yuri venuto dall’Ucraina, inventore di nuovi giochi da giocare con i nuovi compagni; di Zoe la teologa, che sogna di svelare i misteri celesti e di fidanzarsi con un bimbo di nome Arturo” .  

La forza, la profondità e la creatività di questi bambini appaiono ingredienti di una ricetta attraverso la quale poter convivere, se non addirittura superare, alcune situazioni molto disagevoli e momenti di impasse emotiva.
Condivido in questo spazio l’intervista che Maria Rita Parsi (psicoterapeuta, docente, scrittrice) profonda esperta del mondo dell’Infanzia e dell’adolescenza, ha fatto a Valentina, la poetessa: 

“DIALOGO SULLA FUNZIONE DELLA POESIA NELLA VITA”
                                      (Rita e Valentina)  

L’importante è sfogarsi

Rita: Perchè scrivi poesie?
Valentina: Per sfogarmi.
Rita: Di che cosa ti devi sfogare?
Valentina: Della rabbia o di qualsiasi altra cosa che sento.
Rita: Quali altre cose oltre la rabbia?
Valentina: Anche l’amore, la gioia, la fantasia e tutto quello che uno prova mentre vive la sua vita.
Rita: Com’è la tua vita?
Valentina: Normale; con qualche problema, con qualche bellezza…un pò di tutto.
Rita: Se tu dovessi raccontare la storia della tua vita…?
Valentina: Sono nata e subito sono andata in America. Sono vissuta lì un anno e dopo ho fatto un vaccino della rosolia per tornare in Italia. Questo vaccino mi ha procurato qualche guaio…
Rita: Che guaio?
Valentina: Problemi con le gambe. Da piccola fino a tre anni sono andata in passeggino perchè non mi piaceva cioè non riuscivo a camminare. Poi mi sono curata. E prendevo tutti i giorni dieci aspirinette che sapevano di frutta. Per cinque anni non ho avuto guai (o non ne voglio ricordare). Poi l’altr’anno mi è venuto un attacco, una ricaduta e mi si sono rigonfiate le ginocchia (ma non come prima), e uno scemo di dottore mi ha detto che non potevo fare più il bagno in vacanza, che dovevo stare ferma e qualcos’altro del genere. Ma io ho fatto il bagno, ho fatto tutto lo stesso.
Rita: E com’è andata?
Valentina: E’ andata bene. Mi è passato tutto, non ho niente. Le gambe non sono più gonfie e, poi, non ci voglio pensare a questa malattia…meglio scrivere!
Rita: Quando hai cominciato a scrivere?
Valentina: Ho cominciato a otto anni. Stavo buttando giù un pensiero di scuola per la festa del papà e, a un tratto, scrivendo mi è venuta una specie di poesia che alla mia insegnante è molto piaciuta. La sera ne ho scritta un’altra per la mamma. Così papà e mamma avevano una poesia per ciascuno ed erano pari. Dopo ho continuato a scrivere…Man mano, ho scritto parecchie poesie. Tu le hai lette e pubblicate sugli articoli. Così ho capito che i grandi amano le poesie dei bambini e non soltanto quelle degli altri grandi come loro. Non avrei mai creduto che le poesie valessero tanto. E’ stata una bella scoperta. Così ho consigliato a tanti amici e amiche di scrivere poesie anche loro. Certi scrivono delle cose bellissime, altri delle vere porcherie. Ma io non glielo dico mai. Infatti non importa scrivere belle poesie: l’importante è sfogarsi. 

Seguono a questo dialogo parecchie poesie scritte da Valentina. Sono tutte pillole di saggezza…una in particolare la amo su tutte e la uso molto spesso, per incanalare gli alunni che seguo, verso la positività e la ricerca di risorse interiori che possano far riscattare da situazioni difficili.

La felicità poesia

 Quando siamo in situazioni decisamente negative, dobbiamo puntare verso qualcosa, un interesse, una passione che ci faccia trovare sollievo.

Altre poesie di Valentina:

diglielo tu

poesie 1

mangiarsi le unghie

Auguro a tutti di trovare il proprio occhietto della felicità!