FELICEMENTE IMPERFETTI

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Attraverso i protagonisti di una storia viene affrontato il tema dell’accettazione di noi stessi con tutte le nostre imperfezioni. 

Su una strana collinetta,
pieni di alberi e verde erbetta,
vivevano in perfetta armonia
tanti animali, un’ allegra compagnia!
Erano numerosi, molto diversi tra loro,
tutti insieme formavano un elegante coro.
A dire il vero, avevano un difetto:
ognuno di loro pensava di avere
un bellissimo aspetto!
Siccome di questa storia,
sapevan di essere protagonisti,
si sono presentati, non in ordine alfabetico
ma in fila, un po’ misti.

Carlo il coniglio, Nora la nutria, Rina la rana, Zora la zebra, Anita l’ape, Sandro il serpente, Bruno il bue, Irene la iena, Dino il dromedario, Vania la volpe, Quirina la quaglia, Ennio l’elefante, Tina la trota, Loretta la lumaca, Piero il picchio, Henry l’hullibut, Ottavio l’orso, Flora la farfalla, Ugo l’usignolo, Gino il gallo, Mino il maialino.

Come avrete già capito, erano tutti da ammirare,
ciascuno della propria specie unico esemplare.
Proprio per questo sprecavano tutto il loro tempo
a lavarsi, pettinarsi, mettere a posto i peli, scompigliati dal vento.
Per ognuno la cosa più importante
era di essere sempre a posto, bello, forte e aitante.

Però a volte, all’improvviso, succedono cose misteriose
che fanno cambiar, senza volere il punto di vista delle cose.

Sentite un po’ cosa era successo in un giorno come tanti
a tutti gli animali forti, belli e aitanti.

Un giorno la collinetta, tinta dai colori della primavera,
in un attimo fu avvolta da una strana atmosfera.
E mentre un forte vento faceva ondeggiare
alberi, cespugli, fiori e zanzare,
agli animali successe un fatto strano
che ancora oggi è rimasto un arcano.

 

il vento

Quando il vento cessò e si ristabilì la calma,
il muso di tutti era bianco come un fantasma.
Orrore, sciagura, dolore dispetto:
ciascuno si accorse di aver cambiato aspetto.

Ma cosa era successo agli animali mentre il vento faceva il solletico?
Subito ve lo spiego, stavolta in ordine alfabetico:

l’ape Anita, mentre toglieva il maglione,
aveva perso il pungiglione;

il bue Bruno, mentre si guardava attorno,
aveva perso il suo bel corno;

Carlo il coniglio, mentre toglieva il berretto
aveva perso un suo lungo orecchio;

Dino il dromedario, mentre sorseggiava un the diverso,
la sua bella gobba aveva perso;

l’elefante Ennio, mentre gustava fragole e panna,
aveva perso una sua zanna;

la farfalla Flora, mentre volava tra i fiori,
aveva perso tutti i suoi colori;

il gallo Gino, mentre preparava una festa,
aveva perso la sua cresta;

Henry l’hullibut, mentre pensava di essere più bello degli squali,
aveva perso le pinne dorsali;

la iena Irene, in uno specchio d’acqua guardò il suo viso
e notò di aver perso il suo sorriso;

la lumaca Loretta, strisciando lemme lemme,
aveva perso le sue antenne;

rotolandosi nel fango, Mario il maialino,
aveva perso il suo codino;

la nutria Nora,un animale che assomiglia al castoro,
aveva perso il suo prezioso dente d’oro;

senza rendersene conto, Ottavio l’orso
aveva perso il pelo sul dorso;

il picchio Piero, battendo un colpo su un ramo secco,
aveva perso il suo bel becco;

la quaglia Quirina, mentre sgranchiva le sue zampette,
aveva perso qua e la tante piumette;

la rana Rina, mentre tagliava una torta a fettine,
aveva perso tutte le sue palline;

Sandro il serpente, che ha sempre l’acquolina,

aveva perso la sua lingua sibillina;

la trota Tina , del fiume la più bella del reame,
aveva perso tutte le sue squame;

l’usignolo Ugo, che per il canto ha una gran dote,
aveva perso tutte le sue note;

la volpe Vania, che forse si era troppo mossa,
aveva perso la sua bella coda rossa;

la zebra Zora, mentre guardava le margherite,
aveva perso tutte le sue righe.

 

Ogni animale, triste e mesto
si ritirò in casa presto presto.
Nessuno si voleva più far vedere
ormai ci sarebbero state solo giornate nere.
Ciascuno con il suo nuovo aspetto,
pensava di essere brutto e imperfetto.

Passò un giorno, una settimana, un mesetto
e il vento si divertì a fare un altro scherzetto.
Soffiò prima forte e poi pianino,
da notte fonda fino al mattino.
Quando il vento cessò e andò a riposare,
ad un altro cambiamento, gli animali, si dovevan preparare.
Il mattino, quando aprirono gli occhi,
era inutile profumarsi e mettere fiocchi.
ognuno sul suo corpo aveva trovato
un pezzo che ad un altro era stato “rubato”.
So che siete curiosi e senza perdere tempo,
vi dico cosa a  ciascuno, aveva portato il soffio del vento:…

all’ape Anita era arrivata la zanna di Ennio l’elefante;

al bue Bruno, il becco del picchio Piero;

a Carlo il coniglio, le palline di Rina la rana;

a Dino il dromedario, la cresta del gallo Gino;

a Ennio l’elefante, la lingua sibillina di sandro il serpente;

alla farfalla Flora, le squame della trota Tina;

al gallo Gino, il sorriso della iena Irene;

a Henry l’hullibut, i peli dell’orso Ottavio;

a Irene la iena, il dente d’oro della nutria Nora;

alla lumaca Loretta, i colori della farfalla Flora;

a Mino il maialino, il corno del bue Bruno;

alla nutria Nora, le piume della quaglia Quirina;

a Ottavio l’orso, la coda della volpe Vania;

a Piero il picchio, il pungiglione dell’ape Anita;

alla quaglia Quirina, la gobba di Dino il dromedario;

alla rana Rina, le note di Ugo l’usignolo;

a Sandro il serpente, l’orecchio del coniglio Carlo;

a Tina la trota, le righe della zebra Zora;

a Ugo l’usignolo, la coda del maialino Mino;

alla volpe Vania, le antenne della lumaca Loretta;

ed infine a Zora la zebra, le pinne dorsali di henry l’hullibut.

Urla, baccano, pianti a non finire,
del bell’aspetto di un tempo, non c’era più da dire.
Però di stare in casa erano ormai stanchi,
così andarono fuori alla luce e all’aria tutti quanti.
Ma quando l’uno con l’altro si videro:
prima ci fu un silenzio generale, poi a crepapelle risero.
Risero tanto, risero tutti

anche se erano decisamente un pochino più brutti.
Ma questo strano fatto aveva loro insegnato:
che più che essere perfetto ma magari antipatico
è meglio essere imperfetto ma tanto simpatico!

tutti gli animali ridono del loro nuovo aspetto

Testo di Cristina Bonazzi,illustrazioni della classe 2^A. Scuola Primaria Quaquarelli.  Anno scolastico 2013-2014.

Di seguito l’audiostoria.

https://www.youtube.com/watch?v=WCJAOx6D6vg