“C’era una volta per tre..storia per vivere felici e contenti”

Renata Romualdo e i rospi

RINO IL ROSPO

C’era una volta un bel rospo di nome Rino.
Rino era nato e cresciuto in un piccolo stagno nel quale vivevano tanti altri rospi , tutti suoi grandi amici ma: “CRA, CRA, CRA,… “ .

Rino il rospo 1

Da un po’ di tempo, il rospo, emetteva annoiati e lamentosi gracidii perché lo stagno, era si delizioso e gli amici assai gradevoli , ma Rino sentiva che lo stavano aspettando orizzonti più ampi.
Così un giorno disse a tutto il gruppo: “ AMICI, CRA, VOI SIETE MOLTO CARI, MA SENTO CHE DEVO ANDARE CRA! QUI E’ TUTTO MOLTO PICCOLO, IO DESIDERO UN GRANDE LAGO, CIRCONDATO DA ALBERI MAESTOSI E FIORI PROFUMATI . QUINDI ADDIO! CRA!”.

E senza perdere tempo, se ne andò.

I suoi amici rimasero molto amareggiati, ma capirono che c’era chi aveva bisogno di spazi ampi e di maggiore libertà: “ Buona fortuna Rino! Ti auguriamo tante cose belle!”

Rino, mosso da grande entusiasmo, saltellò e saltellò  finchè ad un certo punto, superato un grosso cespuglio, gli si presentò uno scenario meraviglioso: un SUPER MAXI LAGO dalle acque cristalline, circondato da maestosi alberi.

il lago 1

Il rospo fu anche inebriato da un intenso profumo sprigionato da fiori dai mille colori.
“CRAAAAAAA! Ecco il luogo che stavo cercando. Ho fatto bene a lanciarmi in questa avventura! Mi dispiace per i miei amici che sono rimasti in quel piccolo e insulso stagno”.
Decise di rimanere lì per il resto della sua vita… chissà, magari avrebbe trovato anche un’affascinante rospetta.
Gli sembrò di poter vivere felice e contento.

RENATA: PRINCIPESSA ASSAI SGARBATA

Renata felice e contenta

C’era una volta Renata, una principessa assai sgarbata. Ora, quando si pensa ad una principessa, ci si immagina una persona dolce, delicata, raffinata. Erano queste le caratteristiche che cercavano i principi in una futura moglie. Così, quando Renata fu in età da marito, nessuno la considerò. La principessa, troppo superba per provare a cambiare il suo carattere, un giorno pensò: “Basta, nessuno mi capisce. Lascerò il mio castello e andrò a vivere nel bosco che si trova al confine del mio regno.”

Si incamminò e, dopo molte ore di viaggio, con i piedi fumanti, un’immagine soave le si presentò davanti agli occhi : un SUPER MAXI LAGO , dalle acque cristalline, circondato da maestosi alberi.

il lago 1

La principessa fu anche inebriata da un intenso profumo sprigionato da fiori dai mille colori.
Renata, ammaliata da tanto splendore pensò: “ Che angolo sublime, meraviglioso! Ho deciso, chiederò al Re mio padre di far costruire una casa sulle sponde di questo lago. Tanta bellezza consolerà la mia solitudine. 
Così provò a vivere un po’ felice e un po’ contenta.

ROMUALDO: PRINCIPE ORMAI IN SALDO

Romualdo

C’era una volta un principe di nome Romualdo. Aveva da poco compiuto i 33 anni ed era ancora senza moglie.

Romualdo era bellino d’aspetto, ma aveva di contro un grande difetto. Mancava totalmente di coraggio ed essere paurosi per un principe, significava essere tagliati fuori dalla liste di fidanzati , fatte dalle principesse in età da marito.

Pare  fosse stato visto più volte scappare a gambe levate e intanto urlava: ”AIUTATEMI , VE NE PREGO, CHE QUALCUNO  MI AIUTI!” . E quando qualcuno gli chiedeva: “ Ma scusate principe Romualdo, da cosa state scappando?”. Lui rispondeva: “ C’è una cosa  a volte grigiastra, a volte nera che mi segue per ore e  ore.   Non ne posso più di correre, per piacere, aiutatemi!!!”.
Insomma il poverino tutti i giorni era impegnato a scappare dalla sua stessa ombra-

Romualdo e la paura

E della sua paura, se ne parlava ormai in tutti i regni, anche in quelli molto lontani dal suo. 

Così, quando chiese la mano a varie principesse, tutte gli avevano risposto in modo gentile, soave e cortese come si confà appunto a delle principesse :  “ Ma sei  matto??? IO VOGLIO UN MARITO VALOROSO, FIERO, BALDANZOSO …insomma tutto quello che NON SEI TU!”.

Per tale motivo a Romualdo, era stato appioppato l’appellativo di principe in “SALDO”  in quanto, per il suo difetto,valeva veramente poco..
Triste e sconsolato, pensò che gli rimaneva la possibilità di trovare moglie solo spingendosi molto, molto lontano, in luoghi dove non fosse ancora arrivata voce della sua sciocca paura di tutto.
Cavalcò per quasi un mese finchè una visione paradisiaca, lo indusse a fermarsi: era arrivato davanti ad un SUPER MAXI lago dalle acque cristalline, circondato da maestosi alberi.

il lago 1

 Romualdo fu anche inebriato da un intenso profumo sprigionato da fiori dai mille colori.

“Che  posto pieno di pace; forse qui la mia paura potrebbe trovare un po’ di quiete”. Così decise di fermarsi sulle sponde di quel lago almeno per un po’…magari nei dintorni poteva esserci qualche castello con annessa principessa in età da marito.

Per la prima volta pensò di poter vivere un po’ felice e un po’ contento.

Beh, sembrerebbe tutto finito ma… se avete ancora qualche minuto, vi racconto cos’è successo nell’esatto momento in cui Renata aveva finito di pensare: “ Chiederò al Re mio Padre di far costruire una casa sulle sponde  di questo lago; tanta bellezza mi consolerà…”
La principessa voltò il viso verso sinistra e vide un giovanotto che, dalle vesti indossate, sembrava decisamente un principe. Osservandolo Renata pensò: “Belloccio il giovane! Che occasione mi si presenta, non me la faccio certo scappare. Forse questo lago porta fortuna!”.

Renata vede il Principe

Si diresse subito verso il ragazzo e per attirare la sua attenzione si mise a canticchiare:

“Una principessa e un principe
un giorno si incontrarono,
si innamorarono ,
uh che splendida storia d’amor.
Una principessa e un principe…”

Romualdo, che non aveva mai udito una voce  tanto stonata, cercò di bloccare subito il canto, salutando la fanciulla con  un inchino principesco: “Buongiorno!”

Renata rispose in modo  altrettanto delicato e soave: “SONO LA PRINCIPESSA RENATA! CHISEICOMETICHIAMISEIFIDANZATOSENONLOSEIMIVUOISPOSARE ???!!!!”

Il principe, di fronte a tanto impeto, si impaurì e con un leggero sibilo riuscì a dire soltanto: “Mi mi mi..chiamo Ro Ro Ro mualdo”.

Renata appena sentì il nome gridò:” Oh povera me! Balbetti e ti chiami Romualdo: che lago sfortunato! Ho incontrato il principe in saldo, quello che ha paura anche della sua ombra. Vattene! Io  desidero un marito coraggioso, valoroso cosa che non sei tu! Addio”. 

Romualdo impallidì quando sentì dire queste cose: allora un mese di viaggio non era servito a nulla, perché le voci della sua sciocca paura erano arrivate anche in regni lontanissimi dal suo.

Per una volta, però, volle provare a far capire che aveva dei  pregi oltre a quel brutto difetto; anche se desiderava una fidanzata più gentile e Renata proprio non lo era, cercò di trattenerla e disse: “Principessa, lo so, il coraggio mi manca, ma sono d’animo buono e tanto affettuoso”.

“PUAH! Bontà e affetto, fanno di un principe un salame perfetto!” rispose Renata e appena finì di pronunciare queste parole girò il volto verso destra e vide, poco più in là, un grosso e lucente rospo.

ORA:  sono tante le storie in cui si è sentito dire che la principessa, baciando un rospo riusciva a liberare dal maleficio di qualche orrenda strega, un bellissimo principe e che i due avevano poi vissuto insieme felici e contenti.

Perciò a Renata, in un attimo, martellò in testa questo pensiero:

ROSPO – BACIO- BELLISSIMO PRINCIPE
E VISSERO PER SEMPRE FELICI E CONTENTI

ROSPO – BACIO – BELLISSIMO PRINCIPE
E VISSERO PER SEMPRE FELICI E CONTENTI

ROSPO – BACIO…….

equazione perfetta

“WOW che felicità!” disse la principessa “Ma allora mi pento di aver detto che questo lago è sfortunato. Grazie lago , grazie. Un rospo così grosso e splendente allo sfiorar di un mio bacio si trasformerà in un baldo e fiero principe!

“Rospo, rosponeeee…Fatti avvicinare che ti do un bel bacione”.

Il rospo grosso e splendente che stava godendosi le acque cristalline del lago, era il nostro…RINO che, vedendo una furia impazzita correre verso di lui, cominciò a saltare più veloce che poteva nel verso opposto.

Rino gridò: “Che volete…lasciatemi stare”. 

“Oh rospo, una bella occasione ti voglio donare!” rispose Renata accelerando la sua corsa.

“Ma che dite, quale occasione, se mi schiacciate diventerò un frittatone”

“Fermati rospo! Non ti voglio schiacciare,
grazie a me un principe potrai ritornare!”

“Sei rimbambita? Fermati adesso, sono davvero un rospo, sono me stesso”.

Renata non ne voleva sapere di lasciare andare il rospo, perché era assolutamente convinta che in lui si nascondesse un principe. Intanto Romualdo, che voleva far capire alla principessa che dietro al suo aspetto impaurito, c’erano tante belle qualità, si mise all’inseguimento di Renata che stava correndo dietro a Rino.

si rincorrono

“Renata aspettate, fermatevi un momento!”

“Romualdo che vuoi, non mi dare il tormento!”.

“Ma che fate, ve ne prego, dove state andando?” continuò il principe

“In quel rospo c’è il principe che da tanto sto aspettando!”.

“Ma anch’io sono principe e saprò fare il vostro cuor contento!”

“Romualdo, se non mi lasci in pace ti do un pugno  sul mento!”.

Durante il battibecco fra principessa e principe, Rino aveva accelerato il ritmo dei saltelli e, in quella corsa forsennata, non si era accorto che la direzione che aveva preso, portava allo stagno che aveva abbandonato.

Le urla di aiuto del rospo e gli schiamazzi dei due reali, avevano messo in agitazione tutti i rospi che abitavano nello stagno, cioè  i vecchi amici di Rino e appena videro che era rincorso e minacciato, si schierarono come un esercito e corsero in difesa dell’amico. Assalirono, attaccandosi alle vesti e ai capelli, sia Renata che Romualdo che urlò:”Aiutatemi Renata, per pietà, questi piccoli mostri fanno troppa paura!!!!!!”.

Renata, anch’essa impegnata nella lotta con i rospi, rispose: “PRINCIPE DEI MIEI STIVALI! Sei tu che mi devi aiutare, sono la principessa! Sei un:

codardo

fifone

inetto

bambacione

pusillanime

buono a nulla

babbeo”

Romualdo fu così umiliato da quella pioggia di parole indelicate che ad un certo punto, con tutto il fiato che aveva in gola, urlò:

“SMETTILAAAAA!”

I rospi, sentendo quell’incredibile urlo, batterono in ritirata e si ripararono nel punto più nascosto dello stagno.

Renata rimase immobile stupita: l’urlo del principe l’aveva salvata dall’attacco dei rospi: “Romualdo, mio eroe, mi lasci senza parole; mi hai salvato da quei piccoli viscidi mostriciattoli . Adesso sono pronta a darti il mio cuore”.

“Ma come Renata” disse il giovane ”Inseguivi il rospo perché dicevi che si nascondeva in lui un principe. In questo stagno di rospi ve ne sono almeno un centinaio; cominciate a baciarli …forse qualcuno si trasformerà. ADDIO!”. E se ne andò.

“Romualdo fermati subito! Ma come ti permetti?  Poco fa mi chiedevi aiuto e adesso mi rifiuti? Torna subito qui principe dei miei stivali.”

Romualdo non si voltò nemmeno una volta a guardarla. Pensò che non sarebbe stato per niente contento di fidanzarsi con una persona che lo aveva mortificato tanto, senza neanche conoscerlo. Ritornò al lago in cui aveva lasciato il cavallo e si mise subito al galoppo per rientrare nel suo regno. Durante il mese di viaggio, maturò una decisione: doveva impegnarsi ad affrontare le sue paure; probabilmente non sarebbe riuscito ad eliminarle del tutto, ma ridurle forse si. Una volta arrivato al suo castello, andò subito a cercare un amico che era un valoroso cavaliere e, grazie ai suoi preziosi consigli e a molto esercizio, riuscì ad essere più sicuro di sè.

Durante il periodo in cui si allenò a diventare più  coraggioso , incontrò una semplice fanciulla di nome Agnese,  che apprezzò l’animo gentile di Romualdo e accolse anche le sue paure.
Romualdo e Agnese, presto si innamorarono e vissero per sempre insieme.

Agnese e Romualdo

Da quel momento il principe si senti’ felice e contento.

Romualdo felice e contento

FELICE E CONTENTO visse anche Rino il rospo che, grazie alla disavventura con Rosetta, aveva compreso quanto gli volessero bene gli amici rospi che aveva abbandonato.
Capì che la bellezza del lago dalle acque cristalline , circondato da alberi maestosi e il profumo inebriante dei fiori, non valevano quanto il bene degli amici. Così rimase per sempre con loro nel piccolo stagno.

Rino e i suoi amici 1

…E Renata???…Beh lei non visse felice e contenta. Dopo il rifiuto di Romualdo, la principessa aveva acchiappato e baciato insistentemente, uno ad uno, tutti i rospi dello stagno di Rino che, per la precisione,  erano ben  145.

Renata e il bacio 1

Ebbene nessuno di loro si trasformò in principe quindi, delusa e amareggiata, decise di abbandonare il lago e di tornare al castello con il Re suo padre e la Regina sua madre.
Rimase per qualche giorno chiusa nella sua stanza; pensò e ripensò all’incontro con Romualdo : capì che si era comportata proprio male con lui perché non gli aveva dato la possibilità di farsi conoscere meglio…Versò lacrime e si mangiò tutte le unghie per la rabbia. Poi prese una decisione: da quel momento si sarebbe impegnata  ad andare  oltre le fragilità delle persone approfondendo la conoscenza …

riflessioni di Renata

A quel punto, solo a quel punto, sentì che poteva avere di nuovo l’occasione per essere felice e contenta.

Renata felice e contenta

Crionda