Che suono fa?

frammento del cartellone del laboratorio  che suono fa

Percorso laboratoriale che affronta una serie di attività volte al miglioramento del linguaggio dal punto di vista fonologico e al potenziamento delle capacità fino motorie. Il laboratorio è stato proposto ad un piccolo gruppo composto da quattro bambini frequentanti la Scuola dell’Infanzia.

 

Scheda tecnica

 

Il percorso si propone di sviluppare le seguenti competenze:

 

  • acquisire o potenziare abilità fino-motorie;
  • potenziare la capacità di articolazione di alcuni singoli fonemi

  • acquisire conoscenze di natura procedurale;

  • potenziamento delle capacità di problem-solving;

  • capacità di gestione dello spazio in rapporto ai compagni;

  • utilizzare con proprietà i vari materiali;

  • rispetto delle regole.

 

Modalità di realizzazione

1° INCONTRO: presentazione e lettura del libro: “L’uccellino fa…” di Soledad Bravi (Babalibri). Il libro mostra una lunga serie di oggetti e animali ai quali vengono associati i loro corrispettivi suoni/rumori/versi. E’un momento entro il quale giocare e divertirsi con la voce ed i suoni onomatopeici.

2° INCONTRO: viene ripreso il libro “L’uccellino fa…” che è composto da 56 immagini; ai quattro bambini è richiesto di sceglierne 20 che devono poi riprodurre graficamente attraverso l’utilizzo di materiale convenzionale ma soprattutto con materiale di riciclo.
Sotto ad ogni immagine verrà riprodotto per iscritto il suono su cui i bambini si  eserciteranno verbalmente

I successivi incontri prevedono la creazione delle 20 immagini.

Tempi di realizzazione:

Il percorso si svolgerà da Febbraio a Maggio, con appuntamento settimanale della durata di 1h.30. 

Luogo di realizzazione:

atelier della scuola.

 

APPUNTI DI VIAGGIO

Un po’ di anni fa, il mio percorso di educatrice si è intrecciato con quello di un bambino -P.- che frequentava la Scuola dell’Infanzia e presentava un ritardo del linguaggio unito alla presenza di distorsioni fonologiche che rendevano, in molti casi, incomprensibile il suo parlato.
Riflettendo sulle possibili attività da proporgli, è nato questo spazio dal titolo: “Che suono fa?”, per il quale ho tratto ispirazione dal libro “ L’uccellino fa…” di Soledad Bravi (Ed. Babalibri). Nella progettazione del percorso, ho tenuto presente anche altre criticità del bambino legate alle abilità fino motorie e alla sfera affettivo- relazionale.
Naturalmente è stata necessaria una consulenza da parte della logopedista che da tempo seguiva  in modo sistematico il bimbo.

Poiché il laboratorio prevedeva tanta attività manuale, ho deciso di predisporlo per un piccolo gruppo composto da quattro bambini, in modo da poterli seguire con accuratezza e tranquillità.
I tre bambini affiancati a P. , erano stati segnalati dalle Insegnanti della scuola: uno era un compagno di classe, gli altri due provenivano da altre sezioni; comunque si conoscevano tutti molto bene ed erano accomunati da fragilità nell’ambito del linguaggio.

Si comincia…

Spesso per rompere il ghiaccio e compattare il gruppo utilizzo un gioco o dei bans, ma in questo caso, la lettura della storia che avevo scelto per iniziare il percorso dava, da subito, la possibilità di giocare.

 

Ci siamo tutti e cinque appassionati a “VOLTARE” pagina, a osservare le immagini e a riprodurre verbalmente i suoni corrispondenti: li abbiamo ripetuti con toni medi, bassi , alti, a volte sono stati sussurrati oppure letteralmente gridati.
Completata la lettura si percepiva armonia nel gruppo. A quel punto ho spiegato ai bambini l’avventura che avremmo affrontato insieme: innanzitutto dovevano scegliere venti immagini fra quelle viste nel libro per poi riprodurle. La scelta era di gruppo ma il lavoro di riproduzione individuale.
Mi ero preparata alla mediazione fra i quattro elementi del gruppo perché poteva essere molto difficoltoso decidere di comune accordo. Ma i bambini mi hanno spiazzata: forse complice il libro e il gioco dei suoni e dei rumori, sono riusciti (e in tempi piuttosto brevi) a scegliere senza discussioni e litigi.
Quindi dall’incontro successivo in poi i bimbi hanno iniziato a ricreare le immagini scelte. Ogni volta trovavano sul tavolo dell’aula in cui ci incontravamo, un cartoncino colorato a testa e materiale di riciclo unitamente a matite , pennarelli, tempere acquerelli, forbici, colla, punteruoli, ecc.

Poiché tutti e quattro i bambini erano all’ultimo anno della Scuola dell’Infanzia, periodo in cui vengono introdotte alcune “ATTIVITA’ DI PREGRAFISMO”, ho deciso di  inserire in ogni cartoncino i tratteggi rappresentanti le lettere dei suoni associati al disegno.

il topo fa squit squit

Al termine del percorso le immagini riprodotte sarebbero state rilegate ed ognuno di loro avrebbe avuto il proprio libro da condividere con i compagni e, a casa, con  i genitori.
Naturalmente anch’io, durante gli incontri mi cimentavo nelle riproduzioni che poi a mano a mano attaccavo su di un cartellone che al termine è stato regalato alla classe di P.

immagini associate a parole onomatopeiche

Devo dire che il piccolo gruppo ha funzionato molto bene e in molti momenti si sono attivati spontaneamente per aiutarsi vicendevolmente quando qualcuno si trovava in difficoltà.
Sul finire di ogni appuntamento venivano ripetute più volte  le parole onomatopeiche associate ai disegni riprodotti con particolare attenzione a quelle che contenevano le consonanti sulle quali P. aveva maggiore difficoltà di articolazione.

Ad un certo punto del percorso i bambini, trascinati dall’entusiasmo, hanno cominciato a chiedere di poter scegliere e inventare i rispettivi suoni di oggetti o animali che non erano presenti nel libro. Bellissima idea, accolta immediatamente: mi hanno elencato cosa volevano riprodurre:

  • la tigre e il suo verso
  • il canguro e il rumore del suo salto
  • il cane e il rumore delle zampe quando grattano sul terreno
  • le foglie secche e il rumore che si fanno quando si pestano
  • la pioggia e il suo suono
  • il coccodrillo e il rumore dei suoi denti
  • l’elicottero e il rumore delle sue eliche.

Ecco degli esempi  dei loro lavori ; alcuni presi in prestito da “L’uccellino fa…”, altri inventati.

 

Arrivati al termine del “viaggio” ho pensato di aggiungere un ulteriore incontro al percorso, in accordo con  le insegnanti. Affinchè i quattro bambini potessero condividere in modo attivo l’esperienza con la propria classe, ho preparato un gioco:ho scaricato da internet una serie di disegni (tanti quanto il numero di alunni componenti la classe) a cui era possibile associare un suono o un verso ben preciso.

Così il giorno della presentazione di “Che suono fa?”, la classe è stata chiamata nell’atelier: tutti i bambini si sono seduti in cerchio e ad ognuno di loro è stata affidata “in gran segreto” un cartoncino con un disegno. E’ stato dato un tempo entro il quale osservare il disegno e pensare al suono corrispondente. Poi, a turno, hanno fatto il suono e il resto dei compagni doveva riconoscere il disegno associato. Completato il giro, P. ha presentato con grande orgoglio il suo libro e quello di Soledad Bravi.

Devo dire che la classe è stata molto partecipe e a sua volta ha rilanciato con nuovi suoni e rumori… si sarebbe potuto andare avanti all’infinito!