COS’E’ “DIVERSITA'” per LA 1^F (Liceo Scientifico)

copertina del libro polimaterico diversita

Questo percorso laboratoriale nasce con l’intenzione di offrire:
– uno spazio entro il quale riflettere su quanto le diverse conoscenze e le diverse abilità che caratterizzano ognuno di noi, siano fonte di arricchimento per tutti gli altri
– l’opportunità di conoscere nuovi canali  espressivi attraverso i quali esprimersi ed approfondire le relazioni interpersonali.

Il laboratorio prevede due incontri:

1° INCONTRO: si  apre con il “gioco del se fossi” per testare il livello di conoscenza fra i vari componenti del gruppo-classe.
Segue la lettura di tre brevi brani riguardanti i seguenti temi: “diversità”, “inclusione scolastica”, “lavoro di gruppo”.
I testi servono come spunto per riflessioni e confronti.

2° INCONTRO: sulla base delle riflessioni emerse durante il primo incontro la classe, divisa in gruppi, si sperimenta nella creazione di libri polimaterici, realizzati con materiale di scarto aziendale. Al termine i libri verranno presentati al resto della classe e valutati dalla Prof.ssa di italiano.

Il percorso viene svolto all’interno della classe.

APPUNTI DI VIAGGIO

Il primo incontro è stato aperto con il “gioco del se fossi”. Ad ogni ragazzo/a ho consegnato un  foglio sul quale doveva rispondere alle seguenti domande:
– se fossi uno strumento, che strumento saresti
– se fossi un animale, che animale saresti
– se fossi uno sport, che sport saresti
– se fossi un evento meteorologico, che evento saresti.

I biglietti mi sono stati consegnati in forma anonima e quando sono stati letti ad alta voce, , il gruppo doveva indovinare dalle risposte, chi fosse la compagna/o che si nascondeva dietro alla descrizione.
I ragazzi, nonostante siano in prima, hanno dimostrato di avere fra loro una buona conoscenza.
L’associazione della propria persona ad un evento meteorologico è stata interessante in quanto ha messo in evidenza la percezione che ognuno di loro ha del proprio carattere e dei propri atteggiamenti.
Di seguito gli esiti:

– SOLE           4 ragazze/i
– VENTO        4 ragazze/i
– TEMPESTA  3 ragazze/i
– TORNADO   3 ragazzi
– NEVE           1 ragazza
– NEBBIA       4 ragazzi
– VARIABILE  1 ragazzo
– FULMINE     1 ragazzo
– SOLE con PIOGGIA CONTEMPORANEAMENTE   1 ragazza
– PIOGGIA      1 ragazza
– NEBBIA a scuola / TEMPESTA fuori    1 ragazza

 

L’incontro è proseguito  con la lettura di tre brevi brani riguardanti i temi della “diversità”, “inclusione scolastica”, “lavoro di gruppo”. I testi, estrapolati da siti web, li ho tagliati e cuciti ad hoc per il percorso.
Di seguito vengono riportati i brani

TESTO PER LA  RIFLESSIONE SUL CONCETTO DELLA  DIVERSITA’

La diversità è una componente intrinseca alla natura dell’uomo, ognuno è portatore di una propria diversità poiché possiede delle caratteristiche che lo rendono differente dagli altri, unico e speciale .

Oggi una delle sfide più difficili da affrontare non è quella di annullare ogni distinzione ma di includere le caratteristiche specifiche di ognuno in un disegno collettivo dimostrando che le differenze ritenute in maniera erronea un limite e un difetto, possono invece portare un complessivo arricchimento. I tratti distintivi di ogni individuo  devono essere concepiti  come dei valori e come delle risorse per la propria crescita. Le differenze non devono quindi essere ridotte o eliminate, altrimenti si assisterebbe ad un impoverimento della diversità e della ricchezza dei tipi umani e quindi di quelle caratteristiche  così uniche che ognuno ha. Se si perde il diritto di essere diversi, si perde il diritto di essere liberi.

 

Tratto da:

http://www.studioliberamente.it/la-gestione-della-diversit%C3%A0-in-ambito-scolastico/

 

TESTO PER LA RIFLESSIONE DEL CONCETTO DI INCLUSIVITA’ A SCUOLA

Una scuola inclusiva è:

  • una scuola che combatte l’esclusione cioè una vita vissuta ai margini;
  • una scuola che fa sentire ogni persona parte del tutto, appartenente all’ambiente che vive quotidianamente, nel rispetto della propria individualità;
  • una scuola dove l’individualità è fatta di differenze ; una scuola è inclusiva se vive e insegna a vivere con le differenze. Nell’ottica dell’inclusione si lavora per rispettare le diversità individuali.

 

L’idea di inclusione deve basarsi sul riconoscimento dell’importanza della piena partecipazione alla vita scolastica da parte di tutti i soggetti, ognuno con i suoi bisogni speciali .

 

L’inclusione deve rappresentare un processo, una cornice in cui gli alunni, a prescindere da abilità, linguaggio, origine etnica o culturale, possono essere ugualmente valorizzati e forniti di uguali opportunità a scuola.

 

Tratto da

http://www.icscastelfocognano.gov.it/joomla/attachments/article/94/La%20scuola%20Inclusiva.pdf

TESTO PER LA RIFLESSIONE SUL LAVORO DI GRUPPO.

L’aumento della complessità dei saperi  rende ogni attività umana sempre più dipendente da processi collettivi.

La capacità di lavorare in gruppo diventa una competenza ormai indispensabile ad ogni individuo.

Tali capacità, spesso culturalmente non incentivate e non innate o spontanee nell’uomo, necessitano invece di un particolare tipo di apprendimento che dovrebbe essere promosso e sviluppato in età scolare.

Anche la scuola, deve porsi l’obiettivo di sollecitare e sviluppare competenze specifiche relative al lavorare in gruppo, al collaborare con altri all’interno di processi complessi.

L’apprendimento è  un processo interattivo in cui le persone imparano l’una dall’altra; è nella natura delle culture umane formare comunità in cui l’apprendimento è frutto di uno scambio reciproco”.

Un insieme di individui diventa un gruppo nella misura in cui i membri accettano un compito comune, diventano interdipendenti nella loro attività e interagiscono per raggiungere l’obiettivo.

Grazie al lavoro di gruppo le capacità e le attività di ogni componente si fondono e si integrano per raggiungere un obiettivo in modo più rapido ed efficace .

Per molto tempo, nella scuola, le relazioni fra compagni sono state considerate sostanzialmente come elementi di disturbo all’interno del processo di apprendimento e come tali confinate in spazi extra scolastici. In realtà sono un fattore essenziale dello sviluppo cognitivo, relazionale e sociale dei ragazzi e consentono l’identificazione e l’imitazione fra pari; facilitano l’acquisizione di punti di vista più ampi e complessi; offrono l’opportunità di comprendere le aspettative che gli altri nutrono nei nostri confronti; danno la possibilità di  sperimentare un’ampia varietà di ruoli sociali.

Però tutto questo si realizza se:

1) ogni componente del gruppo si sente responsabile non solo del proprio lavoro ma anche di quello di tutti gli altri. Devono valere due norme di fondo: “Hai diritto di chiedere a chiunque nel tuo gruppo” e “Hai il dovere di aiutare chiunque nel tuo gruppo ti chieda aiuto”.

2) la composizione è caratterizzata da criteri di eterogeneità e di valorizzazione delle differenze, non deve essere omogenea o affidata al caso.

3) la leadership condivisa: tutti i membri attraverso la distribuzione di ruoli diversi, eventualmente a turno, (di gestione, coordinamento, controllo, monitoraggio, revisione, ecc.), condividono la leadership e quindi la responsabilità della buona riuscita del lavoro.

4) l’attività del gruppo deve essere finalizzata non solo a raggiungere un obiettivo pratico ma anche a promuovere un ambiente di interazione positiva e a valorizzare l’uso delle abilità interpersonali,

Tratto da

http://www.costruttivismoedidattica.it/…/Costruire_e_gestire_gruppi_di_lavoro_in_classe.

Attraverso la lettura dei brani e alle domande, si è aperto un confronto che ha portato a delle importanti riflessioni.
Innanzitutto i ragazzi hanno elencato tutti i tipi di diversità che possono emergere all’ interno di un gruppo , di seguito l’elenco:

DIVERSTA’ di carattere, di religione, di aspetto fisico, di pensiero, di orientamento politico, di hobby e passioni, di lingua, di capacità intellettuali, di condizioni economiche, di abbigliamento, di aspirazioni.

differenze tra persone trovate dai ragazzi della classe 1 F

A mano a mano che venivano letti i brani, ho posto delle domande ai ragazzi per raccogliere una serie di informazioni. Di seguito la tabella con le domande e le relative risposte:
 

 

DOMANDE

 

SI

 

NO

 

A VOLTE

 

LA PAROLA DIVERSITA’ HA PER TE ACCEZIONE POSITIVA?

 

 

 

9

 

 

 

0

 

 

 

15

 

NEL BRANO LA PAROLA DIVERSITA’ E’ ASSOCIATO A UN CONCETTO POSITIVO?

 

 

 

24

 

 

 

TI SENTI UNICO E SPECIALE CON LE TUE CARATTERISTICHE FISICHE E CARATTERIALI

 

 

 

6

 

 

 

7

 

 

 

11

 

CONOSCI IL SIGNIFICATO DELLA PAROLA INCLUSIONE?

 

 

 

7

 

 

 

14

 

 

 

3

 

TI SENTI INCLUSO ALL’INTERNO DELLA TUA CLASSE?

 

 

 

21

 

 

 

2

 

 

 

1

 

PENSI CHE LA TUA CLASSE SIA INCLUSIVA?

 

 

3

 

 

5

 

 

16

 

IN PASSATO HAI SVOLTO LAVORI DI GRUPPO?

 

 

24

 

 

 

Laddove si è parlato di inclusività relativa al loro gruppo classe, è emerso che  i ragazzi si sentono  mediamente inclusi ma non ritengono che la loro, sia una classe molto inclusiva. Approfondendo, spiegano che a volte c’è la tendenza ad escludere ma non intenzionalmente, semplicemente si tende a creare legami con chi ci si sente più affini per carattere, modo di essere e  di pensare, per interessi comuni.

C’è stato anche chi ha messo in evidenza che non si riesce a stringere legami significativi con tutti, pertanto è normale che si creino sottogruppi.
A questo punto intervengo sottolineando che i sottogruppi sono comprensibili ma nessuno deve sentirsi “INVISIBILE”. Dunque è necessario essere aperti, attenti, sempre accoglienti. Ci deve essere uno scambio in fatto di abilità e conoscenze, va costruita una rete. Se l’intelligenza e le capacità di ogni elemento del gruppo,vengono messe a disposizione della classe, si possono raggiungere obiettivi alti sia dal punto di vista didattico sia per la risoluzione di problemi o difficoltà personali.
Ecco perché, sottolineo, sarebbe importante inserire e prevedere momenti di lavoro in gruppo per tutte le discipline scolastiche.

L’attenzione e la partecipazione degli studenti, durante l’ora e mezza di incontro, è stata più che soddisfacente.

Nel secondo incontro i ragazzi, divisi in quattro gruppi, si sono sperimentati in un’attività artistico-manuale. Con materiale proveniente da Re Mida, centro di riuso creativo di scarti aziendali, hanno dovuto realizzare dei libri polimaterici che dovevano affrontare i temi trattati durante il primo incontro.
La classe è stata trasformata in atelier: un grande tavolo al centro sul quale  sono stati esposti i materiali,  circondato da quattro isole sulle quali hanno operato i quattro gruppi.
E’ stato bello vedere  con quanto stupore e curiosità i ragazzi hanno incontrato i materiali di scarto e con quanta serietà hanno affrontato la “proposta di lavoro”.

Di seguito una documentazione fotografica di alcuni momenti del secondo incontro:

Ultimati i lavori,  sono stati presentati ai compagni e alla Professoressa di Italiano che li ha valutati tenendo conto dell’ originalità del contenuto e della bellezza estetica del libro. Il voto è stato più che positivo: un 9 per tutti e quattro i gruppi.

Per concludere ed avere un feedback rispetto all’andamento interno di ogni  gruppo, durante il lavoro, l’educatrice ha somministrato una griglia di autovalutazione.
Questi i risultati:

 

 

GRUPPO 1

 

SI

 

NO

 

A VOLTE

 

SONO STATI ORGANIZZATI IL LAVORO E I RUOLI?

 

 

 

 

X

 

E’ EMERSO UN LEADER PROPOSITIVO?

 

 

 

X

 

SI E’ LAVORATO IN MODO CONFUSO, PERDENDO TEMPO?

 

 

X

 

 

SI SONO CREATI SOTTOGRUPPI?

 

 

X

 

 

SONO EMERSE CONFLITTUALITA’?

 

 

X

 

 

COME E ‘STATO IL CLIMA INTERNO DEL GRUPPO?

DISCRETO

BUONO

OTTIMO

X

 

 

GRUPPO 2

 

SI

 

NO

 

A VOLTE

 

SONO STATI ORGANIZZATI IL LAVORO E I RUOLI?

 

 

X

 

 

 

E’ EMERSO UN LEADER PROPOSITIVO?

 

X

 

 

 

SI E’ LAVORATO IN MODO CONFUSO, PERDENDO TEMPO?

 

 

 

X

 

 

SI SONO CREATI SOTTOGRUPPI?

 

 

 

 

X

 

SONO EMERSE CONFLITTUALITA’?

 

 

 

X

 

 

COME E’ STATO IL CLIMA INTERNO DEL GRUPPO?

DISCRETO

BUONO

 

X

OTTIMO

 

 

 

 

GRUPPO 3

 

SI

 

NO

 

A VOLTE

 

SONO STATI ORGANIZZATI IL LAVORO E I RUOLI?

 

 

 

 

X

 

E’ EMERSO UN LEADER PROPOSITIVO?

 

 

 

X

 

 

SI E’ LAVORATO IN MODO CONFUSO, PERDENDO TEMPO?

 

 

 

 

X

 

SI SONO CREATI SOTTOGRUPPI?

 

 

 

X

 

 

SONO EMERSE CONFLITTUALITA’?

 

 

 

X

 

 

COME E’ STATO IL CLIMA INTERNO DEL GRUPPO?

DISCRETO

BUONO

OTTIMO

X

 

 

 

GRUPPO 4

 

SI

 

NO

 

A VOLTE

 

SONO STATI ORGANIZZATI IL LAVORO E I RUOLI?

 

 

X

 

 

 

E’ EMERSO UN LEADER PROPOSITIVO?

 

 

 

 

X

 

 

SI E’ LAVORATO IN MODO CONFUSO, PERDENDO TEMPO?

 

 

 

X

 

 

SI SONO CREATI SOTTOGRUPPI?

 

 

 

X

 

 

SONO EMERSE CONFLITTUALITA’?

 

 

 

X

 

 

COME E’ STATO IL CLIMA INTERNO DEL GRUPPO?

DISCRETO

BUONO

X

OTTIMO

 

 

ED. Cristina Bonazzi